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Io, se fossi il Pd, emenderei. E poi mi preoccuperei. Molto.

Io, se fossi Dio, non scriverei come il grande Giorgio Gaber. Ma io, se fossi il Pd, sulla questione della famiglia mi preoccuperei alla grande. Avete letto l’intervista che l’onorevole pentastellato Luigi Di Maio ha rilasciato ieri ad Avvenire? Matteo Renzi e i suoi (specie i cattodem) non dovrebbero sottovalutarla, giusto per non ritrovarsi a breve dentro un’urna funeraria anziché in quella elettorale. La qual cosa, date le performance politiche degli ultimi tempi, rischia di non essere uno scenario così improbabile…

Detto questo: il candidato premier dei cinque click litigherà con l’italiano, non avrà sostanziose basi culturali, ma talvolta sembra un dritto (d’altronde, buon sangue campano non mente). Cosicché ecco l’onorevole Di Maio a snocciolare – con il quotidiano cattolico – sapienti parole chiave (di cui speriamo conosca il significato) per la sempre tartassata famiglia della classe media («quoziente familiare, voglio un fisco come in Francia»). Ma soprattutto Luigino afferma: «Noi siamo una forza pragmatica, riconosciamo che la famiglia è una forza del Paese e la sosteniamo, senza farci sopra tanti ricami teorici. Con noi diventerà realtà la proposta di legge che prevede sei giorni di chiusura degli esercizi commerciali nel lotto dei dodici ‘festivi comandati’». Capito?

Nei convulsi lavori parlamentari di queste ore si parla di riattivare bonus bebè, girano fake su altri bonus, un ambientino raccomandabile quello dei palazzi dove operano i nostri rappresentanti.  Qualcuno cerca di correre ai ripari. In Piemonte, per esempio, il senatore piemontese cattodem del Pd Stefano Lepri (autore di un Ddl sulla famiglia de facto snobbato sciaguratamente da Renzi) sta organizzando incontri a perdifiato. Il prossimo sarà alla Gam di Torinoi l’11 novembre: «Le sfide della comunità, sostegno alle famiglie con figli, non autosufficienza, lavori di comunità, lotta alla povertà, terzo settore. I risultati della legislatura, le proposte per la prossima». Basterà? Con Lepri ne parleranno la deputata Chiara Gribaudo e, tra gli altri, Fabio Gallo (Forum delle famiglie), Guido Geninatti (Federsolidarietà) e Anna Di Mascio (Forum terzo settore). Bravi a provarci, anche se non basterà.

Io, se fossi il Pd, emenderei. Emenderei molto a favore della famiglia in questa manovra 2018. E poi – ma tanto sono masochisti e quindi è inutile ripeterlo – mi preoccuperei molto, mi metterei a tavolino e studierei qualcosa di sensato per la famiglia (anche “il” ministro Fedeli ha voluto dare il suo contributo per conquistare la fiducia di genitori e nonni con l’azzeccata uscita sull’uscita da scuola…). Siamo comunque realisti: i governi locali grillini delle prime cittadine (chiedo venia, ma il termine sindaca è proprio non sostenibile) Virginia Raggi e Chiara Appendino non sono il massimo dell’efficienza strategica e, fatti alla mano, le due creature sono seriamente impegnate per l’autodistruzione.

Questa orrenda campagna elettorale che contaminerà qualsiasi ragionamento, purtroppo, non promette niente di buono per la famiglia. E comunque, sia chiaro, non convincono neppure l’extra large Mario Adinolfi e i suoi crociati. Pensiamo positivo, ovviamente. Ma è tardi. Maledettamente tardi.